QUESTA STRANA MACCHININA CON UN TETTO FOTOVOLTAICO
Non vi nascondo che ho provato un po di emozione ieri quando sono salito a bordo del veicolo :: mi sono sentito come un bambino che si mettva a giocare con un nuovo giocattolo.
Sarebbe veramente bello poter vedere questi veicoli “invadere” i nostri centri cittadini :: NON PIU’ RUMORI, NON PIU’ ARIA IRRESPIRABILE.
Purtroppo i prezzi di questo tipo di veicoli sono ancora inavvicinabili per la stragrande maggioranza di potenziali utenti. Fermo restando l’interesse dell’industria automobolistica, fermo restando le contro remate delle compagnie petrolifere, i ricercatori dell’università di Salerno sostengono che ci vorranno ancora una decina anni prima di avere un rapporto costo/prestazioni economicamente attraente e commercializzabile.
Personalmente vorrei anche iniziare a vedere in televisione e sulla carta stampata pubblicità di veicoli un attimino un pò più responsabili. Esaltare un pochino meno le prestazioni e gli optionals e dare un pò più di spazio alle caratteristiche relative a risparmio di carburante e benefici ambientali.
Questo perchè, un veicolo elettrico sia solare che ibrido é una perfetta applicazione in un contesto urbano :: non hai bisogno di velocità elevate :: non pecorri distanze elevate :: una al massimo due persone per macchina. Vorrei vedere tutte le “macchine blu” essere sostituite con veicoli ibridi solari. Questo si che sarebbe un ottimo esempio e che avrebbe un forte contenuto informativo.
La mobilità sostenibile non può certo essere raggiunta solo con veicoli ibridi :: c’è bisogno altrettanto di una presa di coscienza generale e non aspettare che arrivi la Moratti e dica che per entrare a Milano si deve pagare. Ben venga comunque la “congestion charge” anche in Italia e mi auguro anche che sia solo la prima di una lunga serie (sarebbe interessante sapere che ne pensa Walter Veltroni). La storia insegna che per ottenere dei risultati di larga scala c’èla necessità di imporsi con la forza delle azioni, perchè le belle parole lasciano il tempo che trovano.
LA FRENATA ….. RIGENERANTE
La sessione pomeridiana si sta dimostrando essere ad alto valore e contenuto tecnologico. Sto quindi cercando di trovare degli argomenti adatti da presentare al grande pubblico.
La frenata…rigenerante mi è stata ispirata dall’intervento di un ricercatore del Politecnico di Bari, che insieme ad altri colleghi hanno testato macchine ibride di due diversi construttori, proprio nel centro di Bari.
La frenata rigenerativa è un sistemi di frenaggio che permette al veicolo ibrido (ma non solo) di recuperare parte dell’energia cinetica che altrimenti andrebbe persa in calore durante la frenata e rutilizzarla per caricare la batteria/accumulatore del veicolo stesso.
Stime parlano che l’utilizzo di questo sistema arriva ad avere una efficienza del 31% per la generazione di energia elettrica. Sistema che é in uso sin dall’inizio del secolo scorso e che ha visto nel corso degli anni l’affinarsi della tecnologia.
Oggi, tutti i veicoli elettrici ed ibridi hanno “a bordo” questo sistema di frenaggio; il principio è quello di disperdere la minor energia possibile.
Chi ha ucciso l’auto elettrica?
Vorrei ora proporvi un break dagli aspetti tecnologici ed intrattenervi con un pò di cronaca. L’articolo che vi trascrivo é datato 29 giugno 2006 ed é tratto dal portale Repubblica online.
Erano belle, veloci, soprattutto pulite. Oggi le loro stazioni di rifornimento costeggiano come lapidi impolverate le strade della California, le lamiere delle ultime vetture prodotte – gioielli a emissione zero e batteria elettrica, uno sprint che negli ultimi modelli raggiungeva i 250 km/h – accatastate una sull’altra a coprirsi di ragnatele nel deserto di Mesa, in Arizona. Abbandonate a marcire lì nuove di zecca, nonostante centinaia di americani abbiano implorato la General Motors di poterle acquistare col solo scopo di tenerle parcheggiate nel giardino di casa, immobili.
Erano le Ev1, “esemplari superbi” come le hanno definite gli affezionati acquirenti che ancora oggi le coccolano amorevoli facendosi fotografare mentre le accarezzano con lo sguardo perso, manifestano rabbiosi per resuscitarle, le ricoprono di fiori e manti neri inscenando il loro funerale. Perché furono esemplari effimeri, sopravvissero solo tre anni: nate nel 1996, vennero seppellite nel deserto dalla GM nel ‘99, dopo poco più di un migliaio di auto sfornato dalla fabbrica. Uccise – fa capire Chris Paine, regista del film documentario Who killed the electric car? (leggi su wikipedia la critica al documentario) da oggi nelle sale americane – dagli interessi che gravitano intorno al petrolio. Ma quali?
Un mistero, che ha spinto automobilisti appassionati a fondare associazioni che chiedono con lo slogan GM: let patriots drive the EV1, il ripristino della messa in produzione delle macchine. Premi Oscar come Tom Hanks, Mel Gibson, attori icona del cinema americano come Martin Sheen (Apocalypse now) a prendere parte al film documentario gratis, a difendere un think green sempre più impellente in un mondo che ribolle per l’aumento di temperature e gas di scarico, Al Gore primo nelle sale a illustrare il disastro, bacchetta da metereologo alla mano.
Un mistero di difficile soluzione visto che le EV1 sono nate per rispettare il decreto adottato in grande fretta dalla California alla fine degli anni ‘80 a seguito dell’allarme inquinamento. Entro il 1998 – data poi rimandata – non meno del 2% delle macchine in circolazione nello stato avrebbe dovuto essere a emissione zero. Così recitava lo ZEV (Zero Emission Viechle), e la General Motors obbedì, ricevendo anche un finanziamento di un miliardo di dollari dall’amministrazione dell’allora presidente americano Bill Clinton. Ma nel documentario compare un altro presidente Usa, assieme alla sua consigliera dalla pelle scura, e quattro lettere battute a macchina nei titoli di testa del film: Iraq.
FATTIBILITA’ TECNICA ED ECONOMICA DEI VEICOLI SOLARI IBRIDI
L’università La Sapienza di Roma ha condotto uno studdio di fattibilità tecnica ed economica per i veicoli ibridi :: un parametro molto importante da tenere presente per accellerare il più possibile il processo di commercializzazione.
Come riferimento é stato preso un veicolo commerciale ad uso urbano, alimentato da un motore a combustione da 4 kW :: per esso sono state considerate molte variabili: velocità massima (45 km/h), peso, volume, costi iniziali, costi di mantenimento (100€ all’anno), costi operazionali complessivi (5 €-cent/km) emissioni nocive (notevole riduzione).
IL PROTOTIPO DELL’UNIVERSITA’ DI SALERNO
Come base di sviluppo del prototipo, i ricercatori hanno scelto di partire da un veicolo elettrico esistente. La scelta é caduta sil “Porter Glass Van”, un veicolo utilizzato per il trasporto leggero prevalentemente in un contesto urbano e protetto, grazie all’assenza di emissioni gassose ed acustiche. Questo veicolo offre la possibilità di alloggiare un’ampia superficie di pannelli fotovoltaici sul tetto, mentre il vano di lavoro posteriore consente di alloggiare comodamente il sistema motore/generatore ed i sistemi di controllo. Il sistema propulsivo é caratterizzato da un motore elettrico alimentato da un sistema di batterie posizionate della parte inferiore nell’abitacolo. [dati tecnici del veicolo]
I PANNELLI FOTOVOLTAICI
:: che tipo di pannelli? pannelli al silicio policristallino di normale produzione, piuttosto
che pannelli ad alto rendimento quali quelli ad arsenurio di gallio.
:: un pannello unico o molti pannelli più piccoli? Molti pannelli più piccoli per poter ottmizzare il controllo di ogni singolo pannello in funzione delle sue condizioni di insolazione e temperatura.
:: come montare i pannelli sul veicolo? un supporto mobile montato sul tetto del veicolo che da una maggiore elasticità di lavoro in fase di progetto e si presta a soluzioni innovative, quali l’orientazione dei pannelli in funzione della posizione del sole, durante le fasi di parcheggio.
VEICOLI SOLARI IBRIDI :: PERCHE’?
Gran parte degli automobilisti usa la propria auto per brevi spostamenti in aree urbane, per no più di un’ora al giorno, e con il solo guidatore a bordo, e in queste condizioni l’energia captabile dai pannelli solari durante la guida e, soprattutto, in fase di parcheggio, rappresenta una frazione significativa dell’energia spesa per la propulsione.
I risultati delle ricerche mostrano come, considerando i trend di incremento del prezzo del petrolio e di riduzione dei costi dei pannelli FV e l’introduzione di incentivi simili a quelli concessi per gli impianti fissi, i veicoli ibridi solari possano diventare economicamente competitivi nel giro di pochi anni.
Ma questo veicolo si può rendere utile anche quando: si può usare il surplus di energia ottenuta dai pannelli solari per rivenderla all’ENEL o per alimentare l’utenza domestica e tagliare la bolletta elettrica. O azionando il motore/generatore a bordo per produrre energia elettrica e recuperare l’energia termica per uso domestico (cogenerazione), risparmiando sulle bollette energetiche.
OTTMIZZAZIONE DEI CONSUMI DI UN VEICOLO IBRIDO SOLARE
L’Università Tecnologica ed Economica di Budapest, partecipa al progetto in qualità di partner. Lo studio che stanno ora presentando si riferisce a tecniche per l’ottimizzazione dei consumi di carburante per un veicolo solare ibrido. Ma cosa c’entra il carburante in un veicolo elettrico. In figura vi propongo la schema a blocchi relativo; l’unità ICE (Internal Combustion Engine – motore a combustione interna) é un motore che produce energia elettrica a partire da un carburante: ecco perchè parliamo di un veicolo elettrico, ma ibrido perchè la fonte alternativa di energia elettrica è fornita dai pannelli fotovoltaici.
L’ottimizzazione dei consumi di un tale veicolo è stata realizzata in fase teorica grazie ad una simulazione computazionale mediante l’utilizzo di MatLab/Simulink. Le indicazioni che ci sta dando Mr. Bauer puntano molto sul discorso della gestionale ottimale delle fonti energatiche e come si passa da una all’altra. I dettagli della simulazione possono essere consultati nel suo articolo [scarica articolo]
Mr Bauer ha passato il testimone alla sua elegante collega Ms. Preitl, la quale sta scendendo più nei dettagli delle strategie di controllo ed ottimizzazione dei consumi.
SOLE SPLENDENTE SU SALERNO
Buongiorno a tutti da Salerno, dove un bellissimo sole splendente ci ha accolto per celebrare anche il soggetto di questo seminario :: VEICOLI SOLARI IBRIDI.
Esperti da tutta Europa, ma non solo, sono arrivati per dare il loro contributo scientifico a questa promettende e possibile soluzione all’inquinamento delle nostre città. Lo afferma infatti Mr. Letendre, del centro metereologico statunitense Prometeheus, nel suo discorso introduttivo. Buona parte della sfida “climatica” si gioca nelle nostre città ed in particolare attraverso l’implementazione di una strategia di mobiltà sostenibile.
I veicoli ibridi possono senza dubbio dare un notevole contributo. Ieri ho personalmente provato a guidare il prototipo in figura :: zero inquinamento acustico, velocità massima 52 km/h, una ottima ripresa e soprattutto emissioni di CO2 evitate.
Mr. Letendre ha anche sottolinetao l’importanza di avere un approccio lungimirante alla progettazione di questo tipo di veicoli. Pensiamo ad una macchina solare parcheggiata al sole, batteria oramai già carica e l’energia elettrica collegata alla rete di distribuzione nazionale, oppure utilizzata perl’elettrolisi e generare quindi idrogeno. Progetti futuristici ma ai quali qualcuno ha già pensato: H2Pia. Ne abbiamo già parlato in un articolo precedente sul portale www.prorinnovabili.it